Io odio i fotografi

Oggi sono andato dal fotografo di zona per delle fototessere, e nel giro di due minuti sono riuscito a sudare come un cammello, irrigidirmi appena sentita la frase “non è che ti riesce un sorriso” e avere un’espressione simile a quella di un malato terminale mista a quella di un prigioniero sotto tortura. Guardando meglio il risultato ci aggiungerei anche un occhio spento da tossico e una pettinatura uscita dagli anni ‘70. Manca solo il numero da carcerato… fortuna che c’è photoshop.
Non è che odio la categoria in se è che odio farmi fotografare. È un po’ come quando c’è da mettersi in posa per le foto ricordo con i parenti… potessi sarei aggrappato con gli artigli al soffitto. È un incubo, è la negazione di quello che è per me la fotografia… emozioni. Sono “una prima donna” non mi concedo alle macchinette automatiche e darei fuoco al 50% dei fotografi annoiati dal loro lavoro.
Voglio i miei capelli lunghi fino a metà schiena, voglio raparmi completamente la testa a palla di biliardo… odio non aver detto al fotografo “senti fanno schifo, le rifacciamo” però mi sarei sentito troppo stupido (la maschera del “sono sempre sicuro di me e niente può far mai crollare la mia sicurezza” mica poteva incrinarsi davanti a uno sconosciuto). C’è che ogni tanto sono umano anche io… dannate fototessere!

Le odio!

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