Casshern - Kyashan la rinascita

ovvero come sono rimasto folgorato da un film giapponese, lento, barocco, da analizzare scena per scena. 140 minuti che ti danno il tempo di capire, di apprezzare, di pensare.

Un urlo contro la guerra (compresa quella al “terrorismo”) e un monito a non cercare le soluzioni ai problemi nella violenza.

Fantascienza di altri tempi, vista sotto un ottica totalmente diversa da quella a cui lo spettatore occidentale è abituato veicola continuamente pensieri, con una fotografia ricercatissima e straripante di colori post apocalittici che le fa da contrasto sul campo visivo.

Leggendo i vari commenti nel web scopro che ha annoiato i più per l’esagerata “lentezza” e sorrido, in confronto a 2001 Odissea nello spazio Kyashan ha i tempi di un videoclip, ma del resto la generazione occidentale è poco abituata a riflettere con calma ed è abituata ad annoiarsi guardando “mtv” dove il filmato medio dura tre minuti.

Un film criticabile se si vuole per alcune scelte “morali” ripetute continuamente e su un patetismo finale così accentuato da ricordarmi le tragedie dei film di Hong Kong ma sicuramente inattaccabile dal punto di vista dei tempi: sarei felice di vedere più pellicole così coraggiose da mettere in piedi 140 minuti invece di film da 90minuti scarsi montati alla cazzo di cane (tanto poi esce il dvd coi contenuti tagliati no? Ma vaffanculo!).

Sorrido se penso ai miei gusti cinematografici: vengo affascino da film dai ritmi velocissimi e sincopati (hong kong in primis) e allo stesso tempo rimango a bocca aperta da pellicole considerate “lunghe” e lente; inizio invece a trovare insopportabili i tempi “comuni” (la regola dei 3-5 secondi ad inquadratura per fare un esempio) che discendono dalle esigenze televisive. Curioso no? Probabilmente è una mia ennesima contraddizione, segno che sono un essere umano.

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