April 24th, 2006
dopo viaggio - giornata incazzosa
Al ritorno da un viaggio e appena mi riprendo dal tipico mal di testa (alcolico / mancanza di sonno / accumulo di esperienze visi odori sensazioni) sono di solito fondamentalmente aggressivo e ho bisogno di totale tranquillità. Solitudine per dare giusto ordine peso a tutto: mettere in ordine la mia biblioteca mentale, perché i libri io li accumulo dovunque, sulle mensole per terra, sulle sedie, sullo stereo, sul termosifone…
Ovviamente le persone che non mi hanno visto per i giorni in cui ero “lontano” cercano un contatto: devono ristabilire abitudini, conferme e modi di fare. Quando una persona torna da un viaggio si ha sempre paura che sia cambiata, diversa, lontana.
Cosa succede allora? L’insofferenza esplode, litigi, insulti, rabbia a trecentosessanta gradi. Passione, bruciante.
L’esplosione di nervosismo è così forte che si consuma come un fuoco di carta e subito si spegne. Come ben sanno i piromani il fuoco che dura è quello alimentato dalla brace…
[…]
Nasce così il mito che io sia sempre incazzato col mondo. Sempre nervoso. Cattivo. Vendicativo. Acido. Più crudele di GambadiLegno e capitan Uncino messi assieme.
Niente di più sbagliato! Ben lo sanno le persone che mi conoscono per -davvero- e che hanno imparato che chiudermi dentro una gabbia mentale ben definita sia un errore.
Sono una persona molto solare e allegra ma la passionalità non si manifesta solo nei lati più nobili: un vulcano in eruzione è allo stesso tempo terribile e bellissimo mentre distrugge intere città che sono sopravvissute per anni sulla sua terra fertile.
Scoppia un acquazzone mentre io erutto rabbiosamente lapilli verso l’alto. Il cielo mi schiaccia a terra con le sue gocce di vita. Si sfoga anche lui a suo modo.
Ritorniamo tranquilli entrambi, placati nell’animo. Sorrido, l’odore della pioggia fa da bilancia alla mia passione.