La vita di un tesista

Il titolo originale avrebbe dovuto essere la vita di un tesista alle prese con scadenze troppo strette che sta tentando di uscire dal crollo di metà di quello in cui credeva, ma secondo me ad occhio non ci stava.

Sicuramente la vita del tesista è strana: vive in un mondo tutto suo, a ritmi intermittenti, ondate di panico, iperlavoro, fancazzismo, il tutto shackerato in maniera sapiente da un barman sicuramente brillo.

Verso le nove, nove e trenta apre gli occhi perché il nervoso gli sta divorando lo stomaco. Non è proprio il modo migliore di iniziare la giornata, ma tant’é si gira e rigira tra le coperte invano; inizia così a pensare ai perché di tutto quello che gli è successo nell’ultimo mese. Alle dieci suona la sveglia e finalmente si alza. Tira su la tapparella e lancia qualche insulto al tempo di Torino, e va a farsi un caffè o un the caldo. Magicamente lo stomaco smette di fare male, ma gli occhi invece non ne vogliono sapere di non bruciare. Così tra le dieci e venti e mezzogiorno l’una stressa gli amici online coi perché della vita a cui ha pensato prima, scrive un paio di mail, fa il giro dei blog che segue, legge le notizie dei principali quotidiani. L’ultimo passo peggiora il suo umore, fino al punto che gli amici smettono di ascoltarlo, meditando il suicidio.

Il tesista scrive un post sul blog, mette su un buon disco, apre finalmente il file della tesi e inizia a correggerne qualche errore. A volte troppo frustrato dal risultato riesce a perdere tempo senza che neanche se ne accorge. Sono ormai le due, ora di pranzo, della conferma che le  notizie lette sui quotidiani online sono purtroppo vere, dei simpson, un po’ di pasta e un caffè.

Si rimette al lavoro ma per cause inspiegabili e ancora sconosciute ai fisici (probabilmente un wormhole),  si ritrova verso le quattro di pomeriggio senza aver prodotto qualcosa di utile. Assistiamo così all’incredibile iperproduzione artistica, ovvero uno strano meccanismo mentale che riesce a far scrivere al tesista nelle due tre ore seguenti tutto quello che non ha scritto durante la giornata. Insomma, un vero miracolo italiano.
Il tempo rimanente prima di cena viene speso in discussioni con gli amici, ripresisi dai piattolamenti mattinieri. Una doccia, lo sbarbarsi, ed è ora di mangiare qualcosa.

Dalle nove all’una il programma è molto incerto ed è del tutto casuale: chiacchere con gli amici davanti a una birra, sessioni di gioco di ruolo, cinema cinema cinema, giochi fantasy online, ubriacature moleste, visione di dvd. Sembra che la strana creatura tesista abbia abbandonato momentaneamente la lettura, maggiori indagini tenteranno di risolvere questo mistero.

Una persona normale andrebbe finalmente a dormire, ma il tesista no! Lui è una persona diversa, con uno scopo ben definito, ma sopratutto non è ancora convinto dei perché della vita. Si applica, in un orario incerto che spesso arriva a toccare le tre, in lettura di fumetti online, riflessioni con gli amici notturni, post tra i più disparati, visione di filmati idioti a volte forniti dagli stessi amici che tentano di distrarlo dai perché della vita. Insomma, possiamo affermare che il tesista è davvero incomprensibile.

Infine, non ancora stanco, si rannicchia sotto le coperte in posizione fetale, tentando invano di colloquiare con la bile. Dopo un po’ finalmente si addormenta. Il ciclo si ripete senza particolari variazioni.

5 Responses to “La vita di un tesista”

  1. Fabio Says:

    Incredibile ma vero, per la serie “Carramba che sorpresa”, stiamo condividendo la stessa, scombinata vitaccia. Anch’io alle presi con una tesi che è più di un parto, con scadenze strettissime e con la squallida provincia di Torino che mi prende a schiaffi ogni mattina che mi alzo..
    Ah, anchi’io frequento i blog, gioco di ruolo e ascolto musica simile alla tua. Guarda se fossi una donna ti sposerei! Se un mio clone?
    See ya
    Fabio

  2. Nightwhisper Says:

    non credo di essere un tuo clone. Non è che tu sei il mio? Peraltro, sei interessato a scrivere la mia tesi? :D

  3. hachi Says:

    ragazzi, io la tesi non l’ho fatta, ho ceduto prima… però continuo a fare così con qualunque cosa io debba fare! anche con quelle che in fondo faccio volentieri!
    come vedi adesso ti vedo… ^___^
    ciao, hachi

  4. EJ Says:

    Belìn che angoscia già solo a leggere. Per me una manciata di giorni in cerca d’ispirazione e poi mi avvalgo (di nuovo) anch’io dell’epiteto di “tesista”.
    Giochi e fumetti a parte, direi che il ritratto che hai fatto è universale.
    In bocca al lupo, fortunatamente passa presto. :)

  5. Sil. Says:

    Ti dirò…tesista non sono, ma ho già quei ritmi lì. Il che mi porta a pensare che potrei adattarmi di nuovo alla vita universitaria del tesista senza grandi sforzi.

    E’ un lavoraccio…
    Conosco un mucchio di gente imbazzata sulla tesi. Come siete belli. #)

    Un bacio,
    Sil.

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